Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Il mutuo a misura di nonni. In Gran Bretagna alzata la soglia per i prestiti fino a 85 anni

Anche gli istituti di credito devono far fronte all’invecchiamento della popolazione spostando sempre più in là i limiti anagrafici  per i servizi erogati. In Italia dove il 76,6% delle famiglie vive un una casa di proprietà, un 60enne a corto di liquidità  può accedere dal primo marzo al “prestito vitalizio ipotecario” ma gli viene negato il mutuo ventennale per acquistare un immobile (anche se solvente). Per i mutui infatti la maggior parte degli istituti nel nostro Paese prevede che l’età del richiedente, al termine del contratto, non dovrà aver superato i 75 anni (in alcuni casi gli 80 anni).

Diversa la situazione in  Gran Bretagna dove l’aumento della richiesta di mutui da parte di anziani ha spinto la società finanziaria di credito fondiario Nationwide a innalzare, dal primo luglio, la soglia fino a 85 anni per un prestito massimo 150.000 sterline e a patto che dimostrino di poter pagare le rate. Il rialzo dei prezzi delle case ha costretto altri istituti a fare la stessa scelta. Pochi giorni fa Halifax, un’altra banca inglese specializzata nella concessione di mutui, ha portato il limite di età a 80 anni.
A contribuire alla decisione anche la crisi e la precarietà nel mondo del lavoro che a sua volta ha fatto posticipare l’età media di chi chiede un mutuo per l’acquisto della prima casa che ora si attesta sui 35-40 anni. Proprio una ricerca commissionata dalla Halifax ha evidenziato che un intervistato su tre si aspetta di lavorare anche dopo l’età pensionabile per pagare le rate (diluite nel tempo per diminuirne l’importo) e tra questi il 10% ritiene che sarà costretto a pagarle per tutta la vita.