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La Fda da’ il via libera alla prima pillola con il chip

Il primo farmaco con chip da ingerire diventerà tra alcuni anni una realtà. In questi giorni l’azienda californiana Proteus Digital Health,  in partnerhip con l’azienda farmaceutica giapponese Otsuka Pharmaceuticals, ha sottoposto la richiesta di revisione della prima pillola digitale contenente un antidepressivo alla FDA (Food and Drug Administration,  l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici).

La pillolproteus_howa contiene un piccolo sensore ingeribile che invia un segnale quando ha raggiunto lo stomaco. Il sensore a sua volta comunica le informazioni di alcuni parametri a un cerotto indossato dal paziente che poi vengono trasmesse a loro volta  su un dispositivo mobile.
La tecnologia potrebbe dunque aiutare i pazienti cronici e anziani, soprattutto con Alzheimer o malattie mentali invalidanti,  a gestire le cure e permettere a badanti, infermieri e medici di monitorare il loro stato di salute. Il 50% dei pazienti affetti da malattie croniche nei paesi sviluppati non prende farmaci come prescritto, limitando l’efficacia della cura. Oltre al mancato effetto sul paziente la pillola digitale permetterà un risparmio possibile sul sistema sanitario (negli Stati Uniti  è calcolato in 300 miliardi di dollari).

Il dispositivo stesso è già stato approvato dalla FDA nel mese di giugno dopo decine di studi clinici che hanno coinvolto 800 pazienti ma ora a dover passare il test è l’abbinamento con un farmaco in questo caso  l’Abilify della  Otsuka, che si usa per curare  gli affetti da schizofrenia.

Secondo il ceo della Proteus Andrew Thompson, intervistato dall’FT :”L’innovazione in questo campo  è solo agli inizi e ci vorrà ancora del tempo perché queste pillole approdino sugli scaffali delle farmacie. Ma tra vent’anni forse non faremo più distinzioni tra farmaci digitali e farmaci comuni esattamente come adesso abbiamo accettato, dopo alcune resistenze,  quelli generici”.