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Al dottor Watson di IBM servono 4000 parole e un milione di gigabyte di dati per mantenerci in salute

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Bastano in media 4000 parole per avere una descrizione puntuale del vostro profilo cognitivo e sociale attraverso il tool Personality Insights. Ne servono invece molti di più  per avere un quadro completo sulla salute. Benvenuti nell’era Watson dove sono i big data e non le stelle o i medici a dire qual è il vostro stato fisico e psichico

Considerate gli oroscopi una perdita di tempo e siete stufi dei quiz online che vi predicono il futuro e vi restituiscono un’immagine che non vi somiglia affatto? Potete sperimentare Personality Insights di IBM. Il tool che si basa sull’analisi linguistica di un testo -che può essere estratto da mail, tweet, post su blog e forum, articoli e che deve essere lungo dalle 3500 alle 6000 parole- che restituisce in pochi secondi il profilo dello scrivente secondo i valori, le esigenze, le emozioni, il grado di estroversione e apertura verso il mondo, ecc. Io l’ho fatto e mi ha offerto un quadro psicologico molto più convincente di quello astrale di Branko.

L’algoritmo utilizzato da Watson in Personal Insights (la piattaforma del supercalcolatore dell’IBM è basata sulla creazione di una intelligenza artificiale in grado di gestire grandi quantità di dati non strutturati e trasformarli in informazioni utili) si riferisce a una teoria accreditata scientificamente secondo la quale la frequenza con cui usiamo alcune categorie di parole riflettono personalità e stati emotivi. Volete sapere di più di voi? Andate sulla pagina di Watson Developer Cloud e testate le applicazioni create dagli sviluppatori.

Quello che però vi rappresenterà di più in futuro saranno un milione di gigabyte di dati relativi alla vostra salute  (equivalenti a 300 milioni di libri) che avrete accumulato per mezzo di cartelle cliniche elettroniche,  dispositivi di fitness indossabili e applicazioni mobili. Ed è questo il tesoretto che interessa a Big Blue che nel settore ha investito mille milioni di dollari. Ad analizzare i dati che collezioneremo sul nostro benessere c’è la divisione Watson Health che ha stretto alleanze con Apple, Johnson & Johnson e Medtronic per la raccolta dati, analisi e feedback e continua ad acquisire aziende come Explorys e Phytel, specializzate nel cloud computing, per far progredire le sue capacità di calcolo.

Oltre al business potenziale, ogni anno vengono spesi nel mondo 7,8 trilioni di dollari per le spese medicali di cui il 30% è sprecato, l’obiettivo di Watson Health è quello di prevenire gli errori di diagnosi, provvedere alla scarsità di personale sanitario e arginare le malattie croniche legate all’invecchiamento della popolazione (cancro, infarto, diabete ecc.). Una delle applicazioni che presto diventeranno realtà, che si stanno attualmente testando in 14 ospedali negli Stati Uniti, Canada ed Europa, è l’analisi delle radiografie. L’algoritmo Watson riesce infatti, grazie alle potenzialità del cloud computing e del deep learning, a passare in rassegna molti più raggi x e tac di un occhio umano catturandone al volo le anomalie e aumentandone ogni volta l’infallibilità: più dati assorbe, meno sbaglia. Il dottor Watson, in una delle sue tante estensioni, potrebbe diventare anche un supporto digitale in aiuto ai medici nelle valutazioni diagnostiche  e nelle terapie più idonee. Una delle applicazioni che si possono testare online in versione demo esiste già. Si chiama Watson Spoken Healthcare Question&Answer. Con questo servizio, è possibile connettersi a Watson, porre domande in linguaggio naturale, e ricevere delle risposte audio in campo medico. Domani se dimenticheremo di prendere la pillola o al primo starnuto sarà probabilmente il nostro data base virtuale a dirci come dovremo curarci.

 

  • ale |

    grandissimo articolo su un tema non semplice

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