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Più app, meno uova: perché la vita della pensionata Emma (116 anni) sarà impossibile da replicare

Emma Morano ha appena compiuto 116 anni, è la nonnina più vecchia d’Europa. Nata il 29 novembre 1899 a Civiasco, nel vercellese, vive da cent’anni a Pallanza a Verbania e da lì non si è mai spostata. Nella sua umile casa non ci sono telefonini, wi fi e computer. La tv c’è ma non la guarda più. Emma, ha attraversato tre secoli senza l’apporto della tecnologia di consumo, cosa impensabile per noi. La sua lunga vita la deve soprattutto al suo corredo genetico, proviene infatti da una famiglia longeva: la madre, una zia e alcune sorelle raggiunsero i novant’anni e in particolare una sorella, Angela ha superato i cento. Anche la sua dieta, fatta di alimenti semplici un po’ di pastina, una tazza di latte, un cucchiaio di carne macinata tiepida e, cosa impensabile ai giorni nostri, ben tre uova crude al giorno (ne ha mangiate più di 60mila) ha contribuito a questo traguardo da record a cui si possono sommare l’assenza di medicine e di stress (è in pensione da 60 anni). La sua ricetta però è un’altra: aver vissuto per quasi un secolo da signorina. La signora Morano si è separata dal marito (pare violento) nel 1938 e da allora non ha più voluto avere a fianco nessun altro.

Molto diversa invece è e sarà la vita quotidiana dei pensionati di questo millennio, soprattutto di quelli che vivono in grandi città. La signora Emma di prossima generazione avrà una serie di tecnologie e servizi high tech a disposizione a cui non potrà e non saprà rinunciare. Elettrodomestici da cucina monitoreranno la sua dieta e invieranno i parametri vitali, in real time, al medico. La lista della spesa verrà redatta attraverso un app e la consegna a domicilio potrebbe essere recapitata da un drone di Amazon, e non dal macellaio dal paese. Un robot e non una badante si occuperanno di intrattenerla, curarla e di pulire la casa, come avviene già nel Sol Levante.

La signora Emma, operaia in una fabbrica che produceva sacchi di iuta è andata in pensione a 55 anni, anche se ha continuato ad aiutare le suore in paese fino ai 75. Un record impossibile da replicare ai giorni nostri. Le numerose riforme del sistema previdenziale prima e un diverso atteggiamento verso la professione poi (un sessantenne su quattro vuole lavorare anche dopo aver ricevuto la pensione) hanno già modificato l’idea che i nostri nonni avevano del mettersi a riposo. Il telelavoro permetterà a tanti di continuare a offrire il proprio contributo professionale online, anche nella seconda casa mentre ci si occupa del nipote. Il tempo libero sarà impiegato per la palestra, la lettura su tablet di libri e quotidiani, per approfondire le proprie conoscenze attraverso i corsi gratuiti offerti in Rete.

Difficilmente a fare compagnia alle Emma del 2050 saranno solo i vicini. Le stanze vuote della casa verranno affittata per brevi periodi ai turisti su Airbnb, come fanno ormai il 10% degli iscritti al servizio che hanno più di 60 anni e le visite di figli e nipoti saranno perlopiù virtuali, su Skype. Emma racconta di non essere mai stata a Roma, di aver visto il mare una sola volta, a Genova, e di aver passato la sua esistenza tra i vicoli di Pallanza e Varallo Sesia, dove aveva i parenti. L’idea di prendere un volo low cost, un treno ad alta velocità, di partire per una crociera non l’ha mai sfiorata. I centenari di domani, che avranno già al loro attivo migliaia di chilometri e di vacanze godute in molti Paesi, anche quando la loro mobilità fisica sarà compromessa continueranno a viaggiare con gli autisti di Uber o con le auto senza pilota. Ad Harvard, stanno studiando la mappa genomica della signora Morano, nella speranza di riprodurre in laboratorio le particelle della longevità. L’unicità della sua esistenza sconnessa, più di 42350 giorni vissuti senza Internet e smartphone, sarà però impossibile da replicare.

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