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La felicità può attendere: a 65 anni l’apice del benessere

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Pare per essere felici bisognerà armarsi anche di tanta pazienza. Lo afferma un sondaggio condotto dal dipartimento di statistica (ONS Office for National Statics) del governo inglese che ha chiesto a 300mila cittadini di dare un voto da uno a dieci al livello di soddisfazione raggiunto. I risultati hanno mostrato che le persone di età compresa tra 65-79 anni si dichiaravano più felici e meno ansiosi delle altre fasce di età mentre quelli tra i 45 e i 59 anni dichiaravano di essere i più infelici e schiacciati dall’ansia.
Secondo i ricercatori la causa della “depressione” dei cinquantenni è da attribuire ai problemi che normalmente investe la “sandwich generation” che si trova a dover gestire contemporaneamente genitori anziani, figli adolescenti e un lavoro che non sempre riesce a dare tempo e energie sufficienti per gestire al meglio la situazione. I giovani e i vecchi sono quelli che, avendo più tempo per sé, ammettono di trarre maggiore soddisfazione dalla vita.
Lo studio ha mostrato anche quali siano gli altri gruppi, oltre a quelli anagrafici, portatori di sana felicità:
1-gli sposati ammettevano di essere più felici, (media 7,67 su 10) di conviventi, single, vedovi o divorziati
2-gli occupati sono più soddisfatti della vita rispetto a chi non ha un lavoro ma quelli che svolgono una professione part time superano gli altri due. In cima alla classifica comunque i pensionati, seguiti dagli studenti.
3- anche la religione può essere un veicolo di felicità e soddisfazione personale: gli induisti sono più felici della media, rispetto ai cristiani, ai sikh e agli atei.
4- le donne sono più in ansia rispetto agli uomini ma sono anche le più soddisfatte della vita che stanno conducendo
5- le persone di etnia araba hanno un tasso di ansia superiore alle altre, con i cinesi che invece affermano di essere più al riparo da affanni e preoccupazioni.

Misurare il benessere con lo smartphone
Un altro studio condotto sempre in Gran Bretagna dall’University dell’Sussex e dalla London School of Economics, su un campione di duecentomila persone che attraverso l’app (Mappiness)dovevano registrare le attività che li rendevano più soddisfatti nel quotidiano, ha evidenziato quali siano le singole attività più piacevoli. Nella classifica dei 33 piaceri della vita si evince che la maggiore felicità raggiunta è nei momenti di intimità con il partner (14,25), seguita dallo svago (concerti, teatro) 9,29% e musei (8,77%) lo sport (8,12%) i lavori all’aria aperta (7,83%), stare con amici (6,38%). Agli ultimi posti tre posti ci sono navigare in Rete, spedire messaggi e sms e i lavori domestici. Tra le occupazioni più insoddisfacenti vengono segnalate: essere malati e costretti a stare a letto, il lavoro e lo studio, il prendersi cura degli anziani, fare la coda, occuparsi di problemi finanziari e della contabilità familiare, annoiarsi durante un meeting o una lezione e il passare ore in auto e sui mezzi pubblici per andare al lavoro.

Allungare l’aspettativa di vita: i lavori in corso sul farmaco spazzino
C’è un frase famosa del giornalista Gianni Brera che recita “La vecchiaia è bella peccato che duri poco“. Anche se la nostra aspettativa di vita continua da allungarsi, non sempre però gli ultimi anni sono i più soddisfacenti dal punto di vista clinico: l’80% degli over 60 soffre di una malattia cronica e il 50% ne ha due. In futuro però potrebbe arrivare un farmaco spazzino AP20187 che, sperimentato sulle cavie, ha prodotto risultati soddisfacenti e senza effetti collaterali. L’AP20187 secondo gli scienziati americani della Mayo Clinic ha allungato la vita del 25-35% negli animali trattati cancellando la senescenza cellulare, cioè distruggendo quelle cellule che smettono di dividersi correttamente e che fanno insorgere tutte quelle problematiche tipiche dell’età, l’infiammazione cronica e i conseguenti danni a tessuti e organi.
Il nostro sistema immunitario cancella le cellule senescenti su base regolare, ma questo processo diventa fallace nel tempo. A questo meccanismo naturale rallentato potrebbe quindi sostituirsi il farmaco sperimentale che è risultato efficace nello spazzare via il 70% per cento delle cellule difettose nei topi di mezza età (la loto vita media è 12 mesi), che sono come “ringiovaniti” e poi morti per cause naturali. Guardando al futuro, i ricercatori sperano di sviluppare terapie che riescano ad estendere la fase sana della nostra vita, per goderci ancora di più quella età dai 65 ai 79 anni dove, secondo gli inglesi, abita la felicità.